Sommario
- 1 La leadership oggi
- 2 Un particolare stile di leadership
- 3 L’arte di imparare a guidare se stessi
- 4 Una componente fondamentale
- 5 Sviluppare abilità tipicamente umane
- 6 Coltivare il giusto mindset
- 7 Self-leadership come punto di partenza
- 8 Cultura aziendale orientata alla self-leadership
- 9 Talenti di oggi e domani
- 10 La nostra esperienza in materia di leadership
- 11 Per saperne di più
La leadership oggi
Che cosa significa essere un leader oggi? E quali caratteristiche deve avere un vero leader?
Domande apparentemente semplici, alle quali non è più così banale dare una risposta certa. La leadership sta diventando una materia sempre più complessa e in continua evoluzione, come dimostrano gli innumerevoli modelli a cui ormai possiamo fare riferimento, ognuno con le sue peculiarità e caratteristiche distintive.
Tanto per fare alcuni esempi, possiamo citare la leadership transazionale, orientata all’efficienza e al raggiungimento di obiettivi. La leadership trasformazionale, che invece ispira al cambiamento e alla crescita. Possiamo parlare di servant leadership, quando il leader diventa un facilitatore al servizio del team. Oppure di leadership autentica, che mette al centro coerenza e valori personali.
O possiamo fare riferimento ad approcci più recenti, come la leadership agile, che promuove flessibilità e adattamento. La leadership empatica, focalizzata su ascolto e comprensione. E la leadership etica, fondata sulla responsabilità e l’attenzione al benessere comune.
Una giungla davvero intricata
Ogni modello mette in luce determinate qualità di un leader, trovando (forse) la sua ragione di esistere nei diversi contesti aziendali. Ma come orientarsi in quella che ormai sembra essere diventata una giungla davvero intricata? È possibile che esistano tutti questi stili di leadership?
Osservazioni che ci hanno fatto riflettere su quanto fosse necessario tornare al nocciolo della questione, lasciare da parte ogni complicazione e guardare alla leadership come qualcosa di più semplice e naturale. Abbiamo riflettuto su come le diverse qualità che contraddistinguono ogni stile di leadership in realtà coesistano, seppur in misura diversa, nell’animo di un vero leader, influenzandosi reciprocamente.
E così, siamo arrivati a identificare quello che riteniamo essere un vero denominatore comune, capace di accumunare qualsiasi stile di leadership: un fattore chiave sul quale è possibile costruire la propria leadership.
Un particolare stile di leadership
Prima di svelare quale sia questo fattore chiave, però, desideriamo soffermarci su un particolare stile di leadership che non abbiamo ancora menzionato, ma che potrà esserci utile per condividere la nostra idea in materia di leadership: la leadership distribuita.
Introdotto per la prima volta agli inizi degli anni duemila dal ricercatore britannico James P. Spillane, questo modello di leadership si distingue nettamente dagli altri. In questo caso, infatti, la leadership non riguarda una singola persona, ma si diffonde in egual misura tra tutti i membri del team.
In base al proprio ruolo, alle sue competenze e qualità, ogni individuo è chiamato a mettersi in gioco. Prendere decisioni e assumersi responsabilità, coltivando la propria crescita e quella del team. Ognuno contribuisce al raggiungimento degli obiettivi comuni, mentre giorno dopo giorno sviluppa sempre maggiore consapevolezza di sé, diventando un punto di riferimento per se stesso e per gli altri.
Interessante vero?
Tuttavia, affinché il concetto di leadership distribuita possa funzionare veramente, c’è un presupposto imprescindibile che non possiamo ignorare: ogni individuo deve prima imparare a essere leader di stesso.
E qui entra in gioco il concetto di self-leadership, quel fattore chiave di cui parlavamo in precedenza: una condizione essenziale che rappresenta le fondamenta su cui costruire qualsiasi forma di leadership e che attraverso i principi di Team Building Natura® può essere sviluppata in modo concreto.
L’arte di imparare a guidare se stessi
Ma cosa intendiamo quando parliamo di self-leadership? E perché è così importante?
“Conosci te stesso” recitava la scritta sulla facciata del tempio di Delfi dedicato ad Apollo. Una frase che secoli dopo Socrate rese una massima, e che oggi noi possiamo prendere in prestito per spiegare la self-leadership: l’arte di imparare a guidare sé stessi.
Guidare sé stessi (o self-leadership) significa innanzitutto imparare a conoscersi. Richiede il coraggio di indagare profondamente su chi siamo, i valori che ci guidano, le nostre capacità e risorse. È un viaggio che ci invita a scoprire i nostri punti di forza e accettare le nostre debolezze, smascherando modelli e convinzioni limitanti che spesso ci condizionano.
Imparare ad ascoltarsi
In questo senso, self-leadership significa imparare ad ascoltarsi. Osservare con attenzione il nostro flusso di pensieri, le nostre emozioni e le sensazioni che continuamente ci trasmette il nostro corpo, che spesso ignoriamo nonostante ci stiano offrendo indicazioni preziose.
Ma sviluppare la self-leadership significa anche definire con estrema chiarezza gli obiettivi che contano davvero per noi e trovare il modo migliore per perseguirli. Significa navigare attraverso le difficoltà e mantenere salda la barra del timone, anche nelle tempeste più dure che la vita può presentarci. È un esercizio continuo di fiducia in se stessi, nelle proprie scelte e nella propria capacità di evolvere.
Smettere di giudicare
Self-leadership è accettazione. Significa smettere di giudicare, darci il permesso di sbagliare e trasformare ogni errore in un’opportunità di apprendimento. È prendersi cura di se stessi, rimanendo focalizzati sulla propria crescita ed evoluzione, consapevoli che il cammino sarà costellato di successi e sconfitte. È il processo attraverso il quale diventiamo il nostro miglior alleato, mantenendo sempre viva la curiosità necessaria per continuare a esplorare, sperimentare e crescere.
È questo che intendiamo quando parliamo di self-leadership: un tema cruciale per ogni individuo, in qualsiasi ambito della propria vita. Tanto più in un contesto aziendale, dove questa capacità si riflette direttamente sulla qualità della nostra leadership e la valorizzazione di chi ci circonda.
Una componente fondamentale
Così intesa la self-leadership diventa una componente fondamentale per il successo di qualsiasi azienda.
Riesci a immaginare l’impatto che potrebbe avere in ambito aziendale la diffusione di una cultura orientata alla self-leadership?
Innanzitutto, ci permetterebbe di sviluppare la nostra capacità di ascolto. Un ascolto pieno, che impariamo a utilizzare dapprima verso noi stessi e poi verso gli altri e l’ambiente che ci circonda. Un’abilità che ci può aiutare ad ampliare la nostra “mappa del territorio” e leggere con maggiore chiarezza le diverse situazioni che incontriamo sul nostro cammino. Impariamo a muoverci con destrezza tra le complessità del mondo VUCA, trovando nuove soluzioni e opportunità laddove in precedenza non eravamo abituati a cercare.
Intelligenza emotiva ed empatia
Sviluppare la self-leadership ci invita anche ad attivare la nostra intelligenza emotiva ed empatia. In questo modo, riusciamo a dare un significato più profondo alle esperienze che viviamo quotidianamente, migliorando di conseguenza la qualità delle nostre scelte. Aumentiamo la nostra capacità di comunicare in maniera efficace e siamo più portati a coltivare naturalmente relazioni autentiche e sincere, capaci di sostenerci nel raggiungimento di traguardi e obiettivi.
Fiducia e sicurezza psicologica
Senza contare che ascolto, intelligenza emotiva ed empatia sono i pilastri sui quali possiamo costruire quell’ambiente di fiducia e sicurezza psicologica tipico di ogni team di successo. Uno spazio di confronto ideale in cui introdurre principi fondamentali per lo sviluppo del team, come per esempio la cultura dell’errore, il feedback costruttivo e la delega. Un terreno fertile per coltivare senso di appartenenza, apertura e spirito di collaborazione, anche tra reparti diversi.
Immagina un contesto in cui ognuno può esprimersi liberamente, portando creatività, idee e prospettive nuove, indispensabili per affrontare problemi e trovare soluzioni. Un contesto che valorizzi ogni singolo individuo, permettendogli di esprimere il proprio massimo potenziale e diventare un autentico valore aggiunto per il team e l’intera organizzazione.
Sviluppare abilità tipicamente umane
Attraverso la self-leadership possiamo sviluppare abilità tipicamente umane che sostengono la nostra crescita personale e professionale, migliorando sensibilmente performance e risultati che possiamo ottenere in ogni ambito della nostra vita, compreso quello aziendale.
Qualità come ascolto, intelligenza emotiva, empatia, fiducia e creatività non sono semplici soft skill, ma vere e proprie leve strategiche sulle quali investire per favorire la coesione di un team e garantire maggiore adattabilità, resilienza e capacità di affrontare con successo cambiamenti improvvisi.
I 5 principi Team Building Natura®
È inevitabile, quindi, il parallelismo con i 5 principi alla base di Team Building Natura®, che attraverso una proposta di team building outdoor unica e innovativa favorisce proprio lo sviluppo delle sopra citate abilità, generando un impatto concreto sul team e l’organizzazione nel suo complesso.
Non a caso, i nostri format esperienziali Nature Inspired Learning e The Growinth Path sono ideali per affrontare temi chiave come leadership e self-leadership. In particolare, The Growing Path è un vero e proprio percorso a tappe che, passo dopo passo, guida i membri del tuo team verso una crescita individuale e collettiva, trasformando ogni esperienza in un’opportunità di apprendimento.
Coltivare il giusto mindset
Nonostante tutti gli incredibili benefici che sviluppare la self-leadership può generare all’interno di un team aziendale, però, siamo pienamente consapevoli che non sia un percorso così semplice e immediato da intraprendere.
Si tratta di coltivare giorno dopo giorno un certo tipo di mindset, orientato alla crescita e all’apprendimento continuo. Comporta una grande volontà e determinazione nel superare ostacoli, resistenze (anche culturali), modelli mentali, convinzioni e pregiudizi. Significa mettersi in discussione, acquisendo piena consapevolezza dei propri punti di forza e debolezza, nonché delle risorse intrinseche di cui disponiamo.
Un percorso sfidante
Un percorso certamente sfidante, ma allo stesso tempo un passaggio inevitabile per chi vuole essere un vero leader, a prescindere dallo stile che sceglie di adottare. Per chi desidera essere una fonte di ispirazione per il proprio team di lavoro. Per chi intende sostenere gli altri nel loro percorso di crescita, nella consapevolezza che non possiamo accompagnare qualcuno dove non siamo stati prima. E questo naturalmente vale anche in ambito aziendale.
In un’epoca in cui ci siamo dilettati a creare decine di modelli di leadership differenti, in cui parliamo sempre più frequentemente di sostenibilità, persone al centro, diversità, inclusione e tanto altro ancora, come possiamo continuare a dubitare sull’importanza della self-leadership, almeno per quanto concerne i ruoli chiave in azienda?
Self-leadership come punto di partenza
Adottare un qualsivoglia modello di leadership non significa solo condividerne gli aspetti teorici, imparare delle tecniche, o applicare determinati concetti. Sposare uno specifico stile di leadership, non vuol dire semplicemente sviluppare una qualità piuttosto che un’altra.
La leadership non è un insieme di regole da applicare. Va vissuta e sperimentata. E questa sperimentazione avviene durante la nostra quotidianità: un passo per volta, costruiamo la nostra leadership sulla base delle esperienze vissute in prima persona.
Prendiamo ad esempio la leadership empatica
Se non sono abituato a dedicare un ascolto autentico a ciò che si muove dentro di me, come potrò adottare uno stile improntato all’ascolto degli altri? Se non ho imparato a entrare in empatia con le mie emozioni, senza farmi travolgere, come potrò accogliere consapevolmente quelle altrui?
Al contrario, coltivare regolarmente un mindset orientato all’ascolto, prima di tutto verso me stesso, mi aprirà naturalmente a un ascolto autentico verso gli altri. Sarò portato ad attivare la mia intelligenza emotiva, perché progressivamente saranno sempre di più i momenti in cui entrerò in relazione con le mie emozioni. Di riflesso, inizierò a comprendere meglio anche le emozioni altrui e non avrò problemi ad entrare in empatia con gli altri. Inevitabilmente inizierò a dare un significato più ampio alle mie esperienze, in alcuni casi arrivando addirittura a cambiare la percezione stessa della realtà.
Maturerò una nuova consapevolezza su molti aspetti che mi riguardano, che forse fino a ieri avevo completamente ignorato. Sarò chiamato a integrare questa consapevolezza in ogni ambito della mia vita, magari rivedendo obiettivi e priorità, comportamenti e modi di agire, affinché siano più in linea con le mie scoperte. E questo mio modo di essere si ribalterà sulle mie relazioni, incluse quelle lavorative.
La leadership non è una maschera
Simili considerazioni sono valide per qualsiasi modello di leadership, che inevitabilmente comporta una crescita ed evoluzione dell’individuo. La leadership non è una maschera che possiamo indossare a nostro piacimento, ma fa parte del nostro personalissimo percorso di vita.
Per questo, siamo convinti che la self-leadership, intesa come coltivare la propria crescita da un punto di vista umano, sia il denominatore comune di qualsiasi modello di leadership a cui vogliamo fare riferimento. È da qui che tutto ha inizio.
Cultura aziendale orientata alla self-leadership
Da questa prospettiva, quindi, il tema della leadership, e in particolare della self-leadership, riguarda tutti, senza eccezioni. E il modello della leadership distribuita in questo senso si conferma a nostro avviso il più attuale e visionario.
Tuttavia, per implementare un certo tipo di cultura aziendale in ambito organizzativo, è pur vero che da qualche parte dobbiamo iniziare.
Che fare allora?
Una prima linea di pensiero potrebbe suggerire che occorre partire dalle posizioni manageriali, ricoperte da persone che attraverso lo sviluppo della self-leadership potrebbero essere agenti del cambiamento, sostenendo la diffusione di una certa cultura aziendale. Di fatto, board member, manager, team leader, sono coloro i quali hanno la possibilità di accompagnare i membri dei propri team nello sviluppo della self-leadership. Ovviamente, a patto che abbiano intrapreso per primi questo incredibile viaggio.
D’altra parte, sviluppare la self-leadership significa “generare nuova consapevolezza”, un fenomeno che potremmo tranquillamente definire entropico, ossia tendente naturalmente a crescere nel tempo, ma senza possibilità di regredire. Proprio come l’universo, infatti, la consapevolezza umana si espande, si diversifica e si radica, creando una base sempre più solida su cui costruire ulteriori evoluzioni. Per questa ragione, un’altra possibile strategia potrebbe essere quella di partire dal basso, o dal middle management, creando gradualmente una base di consapevolezza capace di diffondersi progressivamente in tutta l’organizzazione.
Tra le due alternative, forse il nostro animo più romantico sceglierebbe la seconda, mentre quello più concreto opterebbe per la prima.
Il vero nocciolo della questione
Ad ogni modo, le vie per diffondere una cultura aziendale orientata alla self-leadership sono davvero molteplici.
L’aspetto fondamentale della questione, secondo noi, è riconoscere la differenza tra il parlare di leadership – spesso ridotto a una serie di competenze, ruoli o abilità da sviluppare – e il suo significato più autentico: una manifestazione esterna di un viaggio evolutivo personale. La vera leadership è il riflesso di un percorso di crescita interiore, che si concretizza nel raggiungimento di obiettivi e traguardi e nella capacità di gestire relazioni interpersonali in modo consapevole e autentico. Alla fine, ognuno darà alla leadership il proprio significato, privilegiando alcune qualità piuttosto che altre. Ma solo chi avrà sviluppato una solida self-leadership sarà in grado di interpretarla in modo autentico e pienamente consapevole.
Talenti di oggi e domani
Queste riflessioni su leadership e self-leadership ci portano inevitabilmente a introdurre un altro tema molto importante al giorno d’oggi, quello dei talenti.
La ricerca di nuovi talenti, il loro sviluppo e coinvolgimento, insieme alla capacità di trattenerli, sono sfide quotidiane per qualsiasi azienda. Le HR sono costantemente alla ricerca di strategie efficaci per attrarre giovani talenti, ingaggiarli e assicurarsi che rimangano a lungo all’interno dell’organizzazione.
In questo contesto, la self-leadership può davvero rappresentare un’importante opportunità. Offrire alle nuove generazioni la possibilità di intraprendere in azienda un percorso di crescita personale e professionale, sviluppando per esempio abilità come ascolto, intelligenza emotiva ed empatia, può essere una chiave per attrarre e trattenere giovani talenti, che spesso sono alla ricerca di uno scopo più profondo, vogliono esplorare e sperimentare, desiderano sentirsi realizzati.
Una strategia vincente
Sostenerli nello sviluppo della self-leadership, in un viaggio di apprendimento continuo, può rappresentare una soluzione vantaggiosa per tutti: per il singolo, che può coltivare la propria crescita ed evoluzione; per l’azienda, che avrà la possibilità di godersi a lungo i propri talenti e ricevere dei benefici concreti in termini di performance e risultati individuali e di gruppo.
Tuttavia, se scegliamo di investire nello sviluppo della self-leadership dei giovani talenti come leva strategica, non possiamo dimenticarci di coinvolgere i senior in un percorso analogo. Altrimenti, il rischio è di alimentare distanze generazionali e accentuare visioni e approcci alla vita spesso molto diversi.
La nostra esperienza in materia di leadership
Ormai sono molti anni che ci occupiamo di leadership e self-leadership. Una storia senza fine che inizia da lontano e soprattutto grazie al coaching ci ha permesso di approfondire ogni aspetto legato alla crescita personale e professionale.
Un viaggio che abbiamo sperimentato (e continuiamo a sperimentare ogni giorno) in prima persona, affrontando difficoltà, resistenze e ostacoli tipici di ogni processo evolutivo. Un’esperienza che nel tempo si è arricchita grazie alle tante persone che abbiamo accompagnato nei loro percorsi di crescita, integrando sempre la sfera personale e quella professionale, due facce della stessa medaglia.
La lunga esperienza maturata in azienda, prima come manager e poi come consulenti, ci ha offerto una profonda conoscenza delle dinamiche organizzative. Una competenza che unita alla specializzazione in leadership coaching, oggi ci permette di affiancare con successo manager, professionisti e team nei loro percorsi di crescita.
Un alleato potente
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