Sommario
Imparare a navigare nel mondo VUCA
Per almeno tre decadi, l’acronimo VUCA – Volatility, Uncertainty, Complexity, Ambiguity – è stato utilizzato da aziende e organizzazioni per descrivere il contesto in cui operavano. E chi più chi meno, tutti abbiamo preso confidenza con questo termine, comprendendone sempre di più il significato profondo.
È innegabile che volatilità, incertezza, complessità e ambiguità abbiano segnato il nostro tempo, influenzando scelte, decisioni, strategie e processi aziendali. Forse, in alcuni momenti, queste condizioni ci hanno messo anche a dura prova, ponendoci dinnanzi a situazioni complesse e problematiche difficili da affrontare.
Un’opportunità di crescita
Ma come ogni sfida che si rispetti, imparare a navigare nel mondo VUCA ha avuto anche i suoi risvolti positivi, permettendoci di crescere come singoli e gruppi. Progressivamente, abbiamo imparato a fluire, sviluppando una certa resilienza. Siamo diventati più flessibili e reattivi. Abbiamo imparato a stare nell’incertezza, affidandoci al nostro innato spirito di adattamento.
E piano piano siamo tornati a rimettere al centro il ruolo fondamentale della persona. Sì, perché vivere con successo in un mondo VUCA, significa necessariamente coltivare abilità innate tipiche della nostra natura umana, come ascolto, intelligenza emotiva ed empatia. Significa stimolare pensiero laterale e spirito di adattamento. Creare team coesi, in cui si diffondono fiducia e sicurezza psicologica.
Naturale evoluzione
Tuttavia, nell’ultimo decennio le cose sembrano essere cambiate. Da qualche anno a questa parte, l’acronimo VUCA non sembra più sufficiente a descrivere il contesto in cui ci muoviamo. E qualcuno ha iniziato a pensare che fosse giunto il tempo di andare oltre, di introdurre una prospettiva più attuale, maggiormente allineata all’ambiente in cui siamo immersi.
Così è nato il nuovo acronimo BANI (Brittleness, Anxiety, Nonlinearity, Incomprehensibility), coniato dal futurista Jamais Cascio, che si propone come una naturale integrazione del concetto VUCA. Una nuova visione del mondo con cui interagiamo quotidianamente, che è nostra intenzione approfondire in questo articolo, non prima però di aver conosciuto meglio il suo ideatore.
Chi è Jamais Cascio
Jamais Cascio si dedica da oltre 30 anni all’esplorazione del futuro, immaginando possibili scenari e offrendo al mondo la sua visione su come creare una società e uno stile di vita più consapevoli e sostenibili.
Dopo la laurea in storia e antropologia, ha conseguito un master in scienze politiche, specializzandosi in relazioni internazionali. Nel corso della sua carriera, ha lavorato in settori anche molto diversi tra loro, dall’informatica all’industria cinematografica di Hollywood.
Il suo background è ricco e variegato, così come i suoi interessi. Nelle sue analisi riesce a spaziare dall’ambito umanistico a quello tecnologico, passando per quello ambientale, climatico, politico, culturale e organizzativo.
Storia di un grande pensatore
Dalla fine degli anni ‘90, Jamais Cascio ha iniziato a collaborare con altri grandi pensatori impegnati in quello che lui stesso definisce “field of future”, ossia lo studio di possibili scenari e cambiamenti futuri. Un percorso che lo ha portato a essere tra i co-fondatori del sito web worldchanging.com, uno dei più grandi siti internazionali focalizzati sul tema della “green sustainability” e la creazione di un mondo più consapevole. Per molti anni, Cascio è stato il principale autore delle pubblicazioni di questo importante sito web, oggi non più attivo, firmando oltre 2.500 articoli in appena un triennio. Numeri da capogiro.
Già all’epoca, i suoi contributi erano attenzionati con grande interesse dal team dell’Institute for the Future (IFTF), con il quale iniziò a collaborare qualche anno più tardi, intorno al 2006. Da allora, è stato coinvolto in moltissimi progetti dell’IFTF, ritagliandosi l’opportunità di iniziare a pensare davvero in grande.
Se vuoi saperne di più
Le cose da dire su Jamais Cascio sarebbero davvero tantissime. Per maggiori informazioni su di lui e il suo background, ti invitiamo a visitare il suo profilo LinkedIn, o dare un’occhiata alla sua scheda personale sul sito dell’IFTF.
E se vorrai approfondire ulteriormente, puoi lasciarti guidare dalla tua curiosità e scoprire in rete tutto ciò che questo straordinario pensatore ha condiviso nel tempo attraverso le sue pubblicazioni.
Le origini di BANI
Come tanti altri pensatori, anche Jamais Cascio era pienamente convinto dell’utilità di VUCA, un termine coniato alla fine degli anni ’80 in ambito militare e rapidamente adottato anche nel mondo organizzativo.
Era cosciente di come rappresentasse una parte importante del pensiero strategico della nostra epoca, ma non solo. Era pienamente consapevole di come VUCA ormai fosse letteralmente ovunque. Tanto, che spesso utilizzava l’espressione “We eat VUCA for breakfast” durante i suoi interventi per rendere chiara l’idea.
VUCA non è più sufficiente
Nel 2018, mentre teneva un importante discorso su anarchia e caos, però, si rese conto di quanto stesse diventando complicato comprendere cosa realmente fosse VUCA. Iniziò a riflettere sul fatto che questa terminologia non riusciva più a descrivere in modo preciso il contesto in continua trasformazione in cui eravamo completamente immersi. Ma soprattutto, non riusciva a esprimere chiaramente l’esperienza umana in risposta a questa instabilità e questi cambiamenti improvvisi tipici di VUCA.
E così, iniziò a ragionare su nuove possibilità, realizzando che forse serviva una nuova terminologia per inquadrare con maggiore precisione le sfide di oggi e quelle che ci attenderanno nel prossimo decennio. Da queste prime riflessioni ebbe origine il termine BANI, il cui scopo non è sostituire VUCA, ma completarlo. Insieme, i due termini rappresentano la perfetta sintesi di una nuova prospettiva da cui guardare al presente e al futuro.
Cosa è BANI
Prima di condividere un’interessantissima intervista di Jamais Cascio a cura di Aidan McCullen, approfondiamo insieme il significato di ciascuna lettera dell’acronimo BANI.
Brittleness
La prima lettera dell’acronimo BANI sta per Brittleness (= fragilità strutturale, sistemica, o funzionale), che Jamais Cascio associa a una rottura brusca, improvvisa di un sistema. In particolare, si riferisce a quei sistemi che appaiono solidi e ben funzionanti, ma che di fronte a uno sconvolgimento improvviso cedono di schianto. Collassano repentinamente e non hanno la capacità di reagire, almeno nell’immediato.
In ambito aziendale, potrebbe trattarsi per esempio di una supply chain globale, all’apparenza perfettamente funzionante, ma che di fronte a eventi improvvisi e totalmente inaspettati, come accaduto nel 2020 con la pandemia Covid, si inceppa e non è in grado di riorganizzarsi con prontezza.
Per Jamais Cascio la risposta a Brittleness è senza dubbio la resilienza, ossia la capacità di reagire in modo efficace di fronte a traumi improvvisi e difficoltà significative. In ottica BANI, il corrispondente di resilienza è Bendable, intesa proprio come la capacità di adattarsi, di piegarsi senza rompersi.
Anxiety
La lettera “A” fa riferimento a un’emozione molto diffusa nella nostra epoca: Anxiety (= ansia, ansietà, agitazione, preoccupazione). E non si tratta di una semplice sensazione dovuta all’incertezza, ma di un sentimento profondo che origina dall’incapacità di immaginare il proprio futuro, dalla difficoltà di trovare il proprio posto nel mondo, dalla mancanza di opzioni desiderabili.
Una condizione che secondo Jamais Cascio è particolarmente diffusa tra Gen Z e Millenials, ma in generale tra i giovani di tutto il mondo. Un sentimento che si può manifestare in modi anche molto diversi, sfociando in paura, frustrazione, rabbia, rassegnazione, o magari depressione.
La risposta ad Anxiety è l’empatia, intesa da Jamais Cascio come la capacità di riconoscere e accettare le esperienze altrui. Per questo, la parola chiave che rappresenta la risposta ad Anxiety nell’ambito BANI è Acceptance (= accettazione).
Nonlinearity
La terza lettera ci parla di Nonlinearity (= non linearità), che Jamais Cascio spiega introducendo il concetto di isteresi, al fine di mettere in evidenza come in BANI le relazioni tra causa ed effetto siano spesso sfasate, sproporzionate o apparentemente scollegate.
Un principio che si manifesta, per esempio, quando investiamo tanto impegno ed energie nella realizzazione di idee, iniziative o progetti, ottenendo un risultato molto piccolo nel breve termine. O al contrario, quando a volte è sufficiente un piccolo gesto per generare grandi conseguenze già nell’immediato.
Per riuscire ad affrontare con successo questo tipo di complessità tipica della nostra epoca, Jamais Cascio sostiene che serva “abbandonare il copione” e coltivare la capacità di improvvisare. Imparare a guardare alle cose per quello che sono, non per quello che crediamo che siano. Analizzare eventi ed esperienze passate con lucidità e distacco, per ricontestualizzarle consapevolmente nel momento presente.
In questo senso, “improvisational thinking” – intesa come l’abilità di uscire dagli schemi, essere presenti e sapere rispondere con creatività al cambiamento – diventa una competenza fondamentale da sviluppare in un mondo non lineare. Pertanto, la risposta a Nonlinearity è rappresentata dalla Neuroplasticity, ossia la capacità del nostro cervello di riadattarsi e riorganizzarsi: una mente adattiva, aperta, capace di cambiare forma per continuare a muoversi in direzione del proprio obiettivo.
Incomprehensibility
Infine, la lettera “I” sta per Incomprehensibility, che non si riferisce tanto alla comprensione del “cosa”, quanto piuttosto del “perché”. Secondo il pensiero di Jamais Cascio, quando osserviamo un processo o un sistema, il punto cruciale della questione non è limitarsi a capire che cosa stia accadendo, ma interrogarsi sul motivo per cui ciò accade.
Un tema quanto mai attuale, se consideriamo che oggi viviamo immersi in un contesto che spesso ci restituisce risultati inattesi, talvolta illogici, difficili da leggere e interpretare.
La risposta più efficace a una simile condizione risiede nella nostra capacità di ampliare la prospettiva. Di sviluppare la consapevolezza che, in un mondo difficile da comprendere e catalogare, la diversità di opinioni e punti di vista, lo scambio di idee, il confronto e la collaborazione rappresentano una grande ricchezza. Come ricorda Jamais Cascio, “many eyes can give you better perspective”.
Per questo, in risposta a Incomprehensibility, in ottica BANI si parla di Inclusiveness: inclusività, apertura, confronto e riconoscimento della diversità come risorse fondamentali.
Team Building Natura® per affrontare VUCA e BANI
Ai nostri occhi, VUCA e BANI descrivono un mondo in cui la componente umana è sempre più determinante. E con i nostri format Team Building Natura®, siamo pronti ad affiancare le aziende che decidono di cogliere le grandi sfide che ci attendono.
Molte delle tematiche su cui Jamais Cascio è riuscito ad accendere i riflettori con BANI sono direttamente o indirettamente collegate ai nostri cinque principi: Ascolto, Intelligenza Emotiva, Empatia, Fiducia e Creatività.
Come possiamo aiutare il tuo team?
Con i nostri team building outdoor e percorsi di crescita tailor made, offriamo al tuo team esperienze che rafforzano resilienza e capacità di adattamento. Occasioni uniche per imparare a stare nel momento presente, spostare il focus dal proprio flusso di pensieri, superare modelli mentali, convinzioni e pregiudizi.
In questo modo, i membri del team apprendono come ritrovare il proprio equilibrio in ogni circostanza, qualunque cosa accada intorno a loro.
E possono esplorare il potere di un ascolto pieno. Riscoprire come attivare intelligenza emotiva ed empatia. Come entrare in contatto con le proprie e altrui emozioni, per favorire il nascere di relazioni autentiche e sincere, indispensabili per affrontare VUCA e BANI.
All’interno di uno spazio sicuro di sperimentazione, sono guidati a ritrovare fiducia nelle proprie abilità innate e riscoprire l’importanza di saper fluire con la vita, consapevoli che non possiamo modificare eventi che sfuggono al nostro controllo, ma solo decidere come interagire con essi.
Progressivamente acquisiscono nuova consapevolezza di sé, dell’altro e dell’ambiente in cui sono immersi. Imparano a riconoscersi e riconoscere gli altri come esseri umani.
E ancora
Conduciamo i membri del team a dare nuovo significato al proprio ruolo in azienda, allineando valori personali e aziendali, stimolando senso di appartenenza e scopo.
Facilitiamo la costruzione di un ambiente di lavoro sano, orientato al benessere individuale e di gruppo. Un terreno fertile sul quale è possibile coltivare collaborazione, fiducia e sicurezza psicologica.
E accompagniamo il team anche nella diffusione di una cultura che sia realmente inclusiva, dove ogni persona si senta libera di esprimere la propria unicità, visione e contributo, generando valore per tutta l’organizzazione attraverso nuove idee e punti di vista alternativi.
Così, il tuo team sarà pronto ad affrontare VUCA e BANI senza timori. Sarà in grado di gestire gli imprevisti, rimanendo centrato e sviluppando la capacità di attingere alle risorse individuali e collettive di cui dispone. Saprà utilizzare il pensiero creativo come leva strategica per tracciare la via verso il successo.
Entriamo in contatto
In particolare, grazie ai nostri format Nature Inspired Learning e The Growing Path, possiamo ideare percorsi su misura per accompagnare il tuo team verso una maggiore consapevolezza, resilienza, flessibilità e capacità di adattamento. Per aiutarlo a ritrovare la strada anche nei momenti più bui, di fronte agli scenari più incerti e complessi.
Ma questi sono solo alcuni dei temi su cui possiamo lavorare insieme.
Ogni team è un mondo a sé, con obiettivi, dinamiche e bisogni specifici. E il nostro compito è proprio quello di ascoltare, comprendere e creare insieme a te il percorso più adatto.
Scopri se Team Building Natura® può fare al caso tuo. Saremo felici di conoscerti, ascoltare la tua storia e progettare per te un’esperienza davvero unica e indimenticabile.

