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Il ruolo strategico della company culture

In questi giorni è uscito sul blog di HRC Community il nostro contributo sulla company culture, un tema per noi davvero importante, che ci appassiona da moltissimi anni ormai.

All’interno dell’articoloche puoi leggere cliccando quiraccontiamo come la cultura aziendale possa davvero trasformarsi in una leva strategica in ambito organizzativo.

Naturalmente lo facciamo dal nostro punto di vista. Dalla prospettiva di chi, come noi, riconosce nella centralità delle persone, nel loro benessere e nella loro crescita, il vero motore di qualsiasi organizzazione.

Una prospettiva che, come spieghiamo nell’articolo, abbraccia la Teoria del gioco infinito di James P. Carse applicata al contesto aziendale (Simon Sinek, The Infinite Game). Un gioco in cui l’obiettivo non è vincere, ma continuare a giocare. Un gioco in cui non ci sono avversari da battere, ma la vera sfida è con sé stessi.

HRC Community web site

Un nuovo approfondimento

Come è facilmente intuibile, alcuni dei concetti chiave che emergono nell’articolo pubblicato da HRC Community nascono da un ragionamento più ampio e profondo sul significato di company culture, che coinvolge tantissimi aspetti che si influenzano reciprocamente.

Per questo motivo, abbiamo scelto di scrivere un approfondimento a integrazione di quanto già espresso nel contributo realizzato per HRC Community, ripercorrendo i passaggi principali del ragionamento con l’obiettivo di raccontare in modo ancora più chiaro e distintivo le riflessioni e il percorso logico alla base del nostro pensiero.

E il primo passo in questa direzione è chiarire cosa intendiamo quando parliamo di company culture, così da essere perfettamente allineati.

Il significato di cultura

Il termine cultura deriva dal latino colĕre, «coltivare». Nel suo significato etnologico, sociologico e antropologico, indica «l’insieme di valori, simboli, credenze, modelli di comportamento e pratiche che caratterizzano il modo di vivere di un gruppo sociale.» [Treccani]

Da questa definizione emerge un primo elemento fondamentale che ispira il nostro ragionamento: la cultura riguarda inevitabilmente le persone. In particolare, il loro modo di essere, pensare, fare e relazionarsi, sulla base di principi condivisi che definiscono la comunità di appartenenza.

Nel contesto aziendale

Trasferendo questo concetto nel contesto aziendale, il risultato non cambia: le persone sono il punto chiave quando parliamo di company culture.

Non può esistere alcuna cultura aziendale senza il loro coinvolgimento diretto. Un coinvolgimento pieno, sentito, consapevole e desiderato. Se questo presupposto viene a mancare, parlare di company culture diventa, di fatto, un esercizio puramente teorico.

Questo è il punto di partenza. Il pilastro su cui sviluppiamo la nostra idea di company culture.

Identità aziendale

Adesso, vediamo in che modo cultura e identità aziendale siano profondamente connesse.

Sappiamo che in ambito aziendale la company culture viene generalmente espressa attraverso vision, mission e valori, che spesso sono declinati in azioni e comportamenti specifici.

Almeno sulla carta, questi elementi dovrebbero rappresentare l’identità aziendale e sostenere la diffusione di una company culture coerente. In realtà, spesso le cose vanno in maniera diversa da quanto sarebbe lecito aspettarsi.

Teoria Vs Pratica

Non è raro, infatti, che da potenziale fonte di ispirazione, cuore pulsante dell’organizzazione intorno al quale costruire tutto il resto, la company culture perda il suo ruolo centrale.

Sono tantissimi i casi in cui viene utilizzata soltanto per ispirare una nuova strategia di marketing, realizzare campagne pubblicitarie, o trasmettere internamente un’immagine dell’azienda totalmente disconnessa dalla realtà.

Così come esistono casi in cui si cerca di imporre una certa company culture, per nulla sentita e condivisa dalla popolazione aziendale, senza per altro che vi siano i presupposti per farlo.

Altre volte, magari, il tentativo di diffondere la company culture può essere autentico e inizialmente supportato da una certa progettualità. Molto presto, però, l’iniziativa perde intensità, esaurendosi lentamente, fino a spegnersi del tutto.

Più danni che benefici

Così, la company culture finisce per essere percepita come uno slogan vuoto e privo di significato.

E proprio per questo rischia di generare più danni che benefici: frustrazione, stress, perdita di fiducia, distacco, scarso coinvolgimento, incomprensioni, comunicazione inefficace, tensioni, incremento del turnover.

Fattori che si ripercuotono inevitabilmente su performance e risultati, mentre indeboliscono credibilità di aziende e management.

Un benchmark di incredibile valore

Per fortuna esistono anche esempi di successo!

Casi in cui la cultura aziendale non è un semplice manifesto, ma viene vissuta quotidianamente dall’intera popolazione aziendale.

In queste organizzazioni la company culture si respira davvero. È presente in ogni scambio, in ogni interazione. È avvertita, sentita. È riconosciuta e condivisa.

E ogni singolo individuo si sente orgoglioso di far parte di quella comunità.

Aziende che hanno avuto la capacità e il coraggio di perseguire questa strada, a prescindere dal settore di riferimento, e oggi rappresentano un benchmark di incredibile valore.

Piantina che nasce dal tronco di un albero
Cultura aziendale

Top-down o bottom-up

Come abbiamo già accennato sull’articolo realizzato per HRC Community, chiedersi se la cultura aziendale debba diffondersi secondo un modello top-down o bottom-up equivale a chiedersi se è nato prima l’uovo o la gallina.

La company culture non si impone dall’alto. Nessuna cultura può diffondersi davvero senza il coinvolgimento autentico delle persone che vivono l’azienda quotidianamente.

Allo stesso tempo, non può nemmeno svilupparsi spontaneamente dal basso, almeno non in modo strutturato e duraturo, senza il coinvolgimento diretto del gruppo dirigente.

Un’eccezione, forse, può essere rappresentata da una nuova realtà aziendale, in cui è naturale che vision, mission e valori nascano insieme all’idea imprenditoriale. Si tratta però di una condizione temporanea, perché il coinvolgimento autentico delle persone rimane un elemento imprescindibile nel medio-lungo periodo.

Allora, qual è il modo migliore per diffondere la company culture?

In realtà, nessuno dei due. O forse entrambi.

Ciò che conta davvero

La diffusione della company culture non è un’iniziativa spontanea che nasce dal basso, né un’imposizione che arriva dall’alto. È un processo che prende forma dall’incontro tra due elementi chiave: una chiara identità aziendale e una partecipazione consapevole a tutti i livelli.

E questo ci porta a ciò che conta davvero.

Le persone.

Una cultura esiste solo se le persone la fanno vivere attraverso le proprie azioni, comportamenti e pensieri, in virtù di una scelta consapevole che hanno fatto a monte.

A prescindere da come, quando e perché una company culture prende forma, sono le persone che la trasformano in qualcosa di reale e tangibile.

Perché ciò avvenga, deve nascere in loro il desiderio autentico di farne parte.

Qualcosa di profondamente umano

Ne consegue che la company culture non è un modello matematico, né una scienza esatta. È qualcosa di profondamente umano e le persone sono una sua componente essenziale.

Ma bisogna fare attenzione: ricevere una retribuzione o svolgere un lavoro che ci piace, non significa necessariamente condividere una cultura aziendale. Sono due piani completamente diversi. E comprenderlo è necessario se l’obiettivo è diffondere una company culture davvero forte e condivisa.

Persona che si interroga se è nato prima l'uovo o la gallina

La motivazione intrinseca

Quindi, cosa può spingere una persona a condividere davvero una cultura aziendale?

La risposta è da ricercare nella motivazione intrinseca.

Per capire meglio di che cosa si tratta prendiamo ad esempio i valori.

Ognuno di noi, consapevolmente o meno, è guidato da un set di valori personali fondamentali, che fungono da bussola e ci aiutano ad orientarci in ogni situazione. Influenzano le nostre scelte e decisioni, determinano il nostro modo di essere e comportarci.

In estrema sintesi, sono ciò che più di ogni altra cosa rappresenta il nostro vero Sé.

Quando esiste un allineamento tra valori dell’organizzazione e valori personali, l’azienda diventa uno spazio in cui è davvero possibile esprimere sé stessi. Un contesto ideale in cui perseguire la propria realizzazione personale.

Un match naturale

E proprio questa è la chiave. L’alchimia perfetta!

Perché è in questo match naturale tra identità personale e identità aziendale che entra in gioco la motivazione intrinseca, quella spinta interiore che fa nascere in noi il desiderio profondo di sposare un progetto.

Immagina per un secondo una persona che ha come valori personali fondamentali crescita, evoluzione e curiosità.

In un’azienda con una company culture che incentiva imprenditorialità, responsabilità e innovazione, è molto probabile che questa persona trovi un ambiente ideale in cui esprimere sé stessa. Sarà più naturale per lei fare propri i valori dell’organizzazione, integrarsi nella cultura aziendale, sostenerla e contribuire alla sua diffusione.

Questo perché esiste un chiaro match tra valori personali e valori aziendali. Una condizione che permette alla persona di esprimere pienamente sé stessa e, allo stesso tempo, contribuire alla diffusione della company culture e al raggiungimento degli obiettivi aziendali.

È chiaro il passaggio?

Il vero motore

Così, giungiamo al nocciolo della questione.

Per definirsi tale, la company culture deve essere realmente presente in ogni aspetto organizzativo. In pratica, deve essere percepita ovunque.

Una cultura aziendale forte e condivisa, infatti, regola ogni scambio, relazione e comunicazione. Ispira processi e procedure. Contribuisce a determinare le priorità e orienta il processo decisionale.

Aiuta a creare un contesto in cui ognuno preserva la propria identità individuale, ma al tempo stesso si riconosce in un’identità aziendale più ampia, che funge da collettore e invita le persone a connettersi, guidandole verso il raggiungimento di obiettivi e traguardi condivisi.

La company culture diventa a tutti gli effetti la linfa vitale dell’azienda. Il vero motore che alimenta tutto il sistema.

La componente umana

Ma se così stanno le cose, è chiaro che senza la volontà delle persone tutto ciò non può accadere. Senza il pieno coinvolgimento della componente umana, a tutti i livelli, non possiamo parlare davvero di company culture.

Perché sono le persone che scelgono se, come, e in che misura condividere e sostenere la cultura aziendale.

D’altronde, è proprio ciò che succede continuamente nella nostra vita quotidiana.

Pensiamo a cosa accade quando siamo in vacanza, magari in qualche paese lontano, e incontriamo una cultura diversa dalla nostra.

Semplificando al massimo, sono due le situazioni che possono verificarsi: quella cultura non ci piace per nulla, oppure ne siamo attratti e vogliamo saperne di più.

“Il clima che si respira”

In questo secondo caso ci lasciamo trasportare dal flusso naturale delle cose. Osserviamo sempre più da vicino. Esploriamo. Interagiamo con usi e costumi. Sperimentiamo. In qualche modo siamo portati a uniformarci. E progressivamente adattiamo i nostri comportamenti.

Quanto più quella cultura è forte, identitaria e affascinante per noi, tanto più desideriamo conoscerla e viverla pienamente, anche solo per pochi giorni o settimane.

E se dovessimo realizzare che quella cultura risuona con uno, due o più valori personali che ci rappresentano, ecco che scocca la scintilla e ci innamoriamo letteralmente del modo di vivere di quella comunità.

Al rientro a casa, quello che ci rimane dentro è “il clima che si respira”.

Tutto ciò avviene in modo spontaneo, senza imposizioni. Semplicemente perché desideriamo farlo. È il famoso match di cui parlavamo prima. È la nostra natura umana che ci invita a farlo.

E lo stesso principio vale anche in ambito aziendale.

Cultura thai
Deserto

Fiducia e sicurezza psicologica

Quando una cultura aziendale, quindi, è realmente condivisa e la componente umana è fortemente ingaggiata, gli effetti a catena che possono scaturirne sono molteplici.

Innanzitutto, ne beneficiano le relazioni ed è molto probabile che all’interno dell’azienda si venga a creare un ambiente di fiducia e sicurezza psicologica, che ormai sappiamo essere uno dei fattori che caratterizza ogni team di successo.

Uno spazio di confronto autentico, aperto e sincero, in cui le persone si sentono ascoltate. Sono invitate a esprimersi, portare idee e punti di vista. Contribuiscono più facilmente al benessere dell’organizzazione. E ognuna di loro può davvero rappresentare un valore aggiunto.

Leadership diffusa

L’azienda diventa così terreno fertile per sviluppare maggiore consapevolezza individuale.

Attraverso la consapevolezza di sé, le persone alimentano la propria self-leadership, dando origine a un processo che progressivamente conduce a una forma di leadership diffusa, in cui ognuno è chiamato a essere guida di sé stesso, nel rispetto di ruoli e funzioni.

Responsabilità, autonomia e spirito di iniziativa diventano protagonisti dei processi di crescita ed evoluzione delle persone, a tutti i livelli. Attitudini e comportamenti diventano più inclusivi, autentici e proattivi.

Effetti che naturalmente si riflettono positivamente su performance e risultati.

Recruiting

Ma quali possono essere gli effetti della company culture sul processo di recruiting?

La fase di selezione è un momento di cruciale importanza quando parliamo di cultura aziendale. Più è forte e radicata, più deve necessariamente influenzare i criteri di selezione.

Ciò significa che, prima ancora di mettersi alla ricerca di competenze specifiche per ricoprire un determinato ruolo, diventa fondamentale verificare il grado di allineamento tra identità personale e aziendale.

È essenziale individuare persone che possano davvero entrare in risonanza con la company culture dell’azienda.

Scegliere il profilo ideale

Quali valori fondamentali orientano comportamenti, scelte e decisioni del candidato? In che misura sono compatibili con i nostri? E in che modo il candidato percepisce vision, mission e valori della nostra organizzazione? Qual è il grado di allineamento?

Questi sono alcuni esempi di domande che possono aiutarci a comprendere se, a livello di company culture, il candidato sia il profilo ideale da inserire in azienda.

Ma qualunque sia l’approccio che decidiamo di adottare, dobbiamo tenere a mente che il recruiting è un processo di fondamentale importanza per preservare e rafforzare la cultura aziendale nel tempo.

Retention

Ebbene sì, lo abbiamo detto e lo ripetiamo: la company culture gioca un ruolo da protagonista anche in ottica retention.

Oggi, le persone sono sempre più spesso alla ricerca di significato. Retribuzione, welfare, opportunità di carriera sono sicuramente incentivi stimolanti, ma non sempre risultano sufficienti a trattenere le persone in azienda.

Anche perché, diciamoci la verità, ormai sono leve a disposizione di (quasi) tutte le organizzazioni.

Un’azienda con una company culture forte e condivisa, invece, può offrire qualcosa che gli altri non hanno. Qualcosa che può davvero fare la differenza agli occhi di persone chiave e giovani talenti.

Questione di feeling

Perché se l’azienda diventa l’ambiente ideale in cui poter coltivare la propria crescita ed evoluzione personale, le persone non avranno bisogno di andare alla ricerca di nuovi stimoli.

Se c’è un profondo allineamento tra identità personale e identità aziendale, difficilmente si guarderanno intorno.

E se le persone condividono vision, mission e valori aziendali, troveranno un significato profondo nel proprio lavoro. Si sentiranno parte di qualcosa di più grande. E saranno pronte a tutto per proteggere e valorizzare la propria azienda.

Ancora una volta, ciò che fa la differenza è la componente umana. È la motivazione intrinseca che ci spinge in una direzione piuttosto che un’altra. Sono i nostri valori fondamentali a guidare le nostre scelte e decisioni.

E per molte persone, tutto questo ha un valore superiore a qualsiasi altra cosa.

Recruiting

Gli effetti sulla società

I benefici di una company culture forte e condivisa non si esauriscono all’interno dell’organizzazione.

Lo scenario che abbiamo illustrato non riguarda soltanto le aziende, ma va ben oltre:

  • persone che quotidianamente perseguono il proprio scopo e la propria realizzazione,
  • persone che coltivano la propria crescita all’interno di uno spazio di fiducia e sicurezza psicologica,
  • persone che maturano maggiore consapevolezza di Sé, sviluppando la propria self-leadership,

diventano inesorabilmente persone migliori in ogni ambito della loro vita (relazioni, famiglia, ecc.) e contribuiscono positivamente all’evoluzione della società in cui vivono. 

Ecco, quindi, che le aziende diventano direttamente o indirettamente agenti di cambiamento che possono contribuire a creare un mondo migliore.

Una grande responsabilità per qualsiasi organizzazione, ma allo stesso tempo una grandissima opportunità.

Una leva strategica

In conclusione, una company culture forte e condivisa è capace di generare effetti benefici su tre diversi livelli: individui, aziende e società.

Allo stesso tempo, incide in modo concreto su performance e risultati, supportando le organizzazioni nel raggiungimento di obiettivi sempre più ambiziosi.

Per questo riteniamo che la company culture sia a tutti gli effetti una leva strategica per guidare la crescita aziendale.

Never ending story

Ma quanto tempo occorre per creare una cultura aziendale sostenibile e duratura nel tempo?

Non c’è una scadenza.

Diffondere una company culture in azienda non è paragonabile a qualsiasi altro progetto con un inizio e una fine. È una never ending story. Un percorso, a tratti sfidante, all’interno di un gioco infinito, che non prevede titoli di coda.

Lungo il cammino possono emergere difficoltà e resistenze. Ma con visione, coraggio, determinazione e pazienza, i risultati che si possono raggiungere sono tangibili e ad alto impatto.

Immagine metafora del gioco infinito

Investire oggi per fare la differenza domani

Diffondere una certa cultura aziendale oggi può davvero fare la differenza domani. È una scelta consapevole e responsabile che contribuisce concretamente al benessere di persone e aziende.

Perché in fondo la cultura di una comunità vive attraverso le persone. Un principio che vale sempre, anche in azienda.

Grazie ad HRC Community per averci offerto la possibilità di condividere il nostro pensiero su un tema a noi caro, ma soprattutto così importante e attuale, che può davvero contribuire a sostenere il processo di cambiamento ormai in atto.