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Team Building Natura®: format Nature Inspired Learning

Il viaggio alla scoperta dei nostri team building esperienziali outdoor prosegue con un nuovo case study.

Dopo il format Natural Team Connection, questa volta ti accompagneremo a esplorare Nature Inspired Learning, il format intorno al quale nasce e si sviluppa il progetto Team Building Natura®.

Una proposta di team building aziendale alla quale siamo particolarmente legati, perché integra e valorizza le quattro aree di competenza che caratterizzano il nostro metodo di lavoro, dando vita a esperienze che utilizzano la Natura come fonte di ispirazione per affrontare esigenze organizzative e obiettivi specifici dei team di lavoro.

Case study

Essere dirigente di una grande azienda significa assumersi grandi responsabilità e mettere in campo competenze, esperienza e professionalità. Ma la sfida non è soltanto individuale, perché il buon funzionamento dell’organizzazione dipende anche dalla capacità del gruppo dirigente di lavorare insieme.

Ed è proprio qui che il gioco si complica. Prospettive, priorità e punti di vista differenti possono offrire interpretazioni diverse della realtà. Possono generare incomprensioni e alimentare tensioni. Le persone si irrigidiscono sulle proprie posizioni e progressivamente le relazioni si logorano. Nascono barriere che ostacolano il confronto e limitano la capacità del gruppo dirigente di agire come una vera squadra.

Una situazione diffusa, dalla quale origina anche il case study che abbiamo scelto per approfondire il format Nature Inspired Learning.

Contesto

Il progetto ha coinvolto l’intero gruppo dirigente di un’azienda leader nel proprio settore, chiamata ad affrontare nuove sfide che richiedevano grande unità e compattezza, insieme alla capacità di generare nuove idee e soluzioni per mantenere la propria posizione di leadership sul mercato di riferimento.

Un gruppo di lavoro formato dai responsabili delle principali aree funzionali dell’organizzazione, con la partecipazione diretta del vertice aziendale, all’interno del quale emergevano difficoltà sul piano relazionale, comunicativo e collaborativo. Dinamiche che tendevano a riflettersi anche sui rispettivi reparti, alimentando chiusure e rendendo più complicati i rapporti tra i team.

Precedenti interventi di team building avevano prodotto segnali positivi, senza tuttavia riuscire a cambiare le cose nel medio-lungo periodo.

Obiettivi

L’obiettivo era chiaro fin dall’inizio. Occorreva affrontare la situazione coinvolgendo tutte le persone chiave del gruppo dirigente e creare le condizioni per dare corso a un nuovo inizio.

I due giorni di team building avrebbero dovuto segnare una discontinuità rispetto al passato. Mettere temporaneamente da parte giudizi, convinzioni e dinamiche consolidate, per provare a guardare sé stessi, gli altri e il gruppo da una prospettiva nuova.

Dovevamo creare uno spazio di confronto aperto e sincero, come la tela bianca di un pittore sulla quale tracciare le linee guida utili a definire una nuova identità condivisa del gruppo dirigente. Un’identità nella quale tutti potessero riconoscersi.

Location

Per sviluppare questo progetto avevamo bisogno di una location che ci permettesse di portare fisicamente il gruppo fuori dalla routine quotidiana. Un luogo in cui lasciarsi tutto alle spalle per due giorni.

Un contesto immerso nella Natura, lontano dalle distrazioni, circondato da boschi e foreste nei quali accompagnare il gruppo a vivere un’esperienza piena e autentica.

Allo stesso tempo, avevamo bisogno di camere singole confortevoli e spazi indoor adatti a condurre le sessioni di facilitazione e i diversi momenti di confronto.

La nostra scelta è ricaduta sull’Hotel Spiazzi di Gromo, un luogo che offre condizioni ideali per la nostra metodologia di lavoro.

Abetaia

Proposta progettuale Team Building Natura®

Partendo dagli obiettivi condivisi con il team HR, abbiamo progettato un percorso di due giorni articolato in tre fasi successive, pensate per accompagnare progressivamente il gruppo a riconnettersi e dare corso a un nuovo inizio.

Sapevamo di non poter semplicemente chiedere al team di lasciarsi alle spalle dinamiche consolidate e iniziare a collaborare in modo diverso. Dovevamo creare le giuste condizioni per stimolare un confronto aperto e sincero. Uno spazio sicuro in cui poter gettare le basi per ripartire.

Per questo abbiamo individuato tre linee guida che hanno ispirato l’intero progetto, articolando il programma di lavoro in tre blocchi distinti.

Benessere, equilibrio e presenza

Il primo passo era guidare il gruppo a ritrovare una condizione di equilibrio e benessere individuale. Ogni membro del team doveva avere la possibilità di ritrovarsi, lasciare andare (almeno temporaneamente) pensieri, giudizi e convinzioni che avrebbero potuto ostacolare l’esperienza.

Un lavoro propedeutico in cui abbiamo invitato innanzitutto i partecipanti a rallentare. A portare l’attenzione sul corpo e sulla percezione sensoriale. A coltivare uno stato di presenza e assaporare il piacere di essere completamente immersi nella Natura, lontani da ritmi e impegni quotidiani.

Ma abbandonare stress e preoccupazioni, ricercare il proprio benessere fisico e mentale non rappresentava un punto di arrivo, bensì un punto di partenza. Serviva per preparare il terreno, aiutare i partecipanti ad abbassare le barriere, fare spazio e aprirsi completamente all’esperienza.

Team Building Natura
Team Building Natura

Ascolto, apertura e connessione

A quel punto, avremmo potuto spostare progressivamente il focus sulle relazioni, anche se in modo non propriamente convenzionale.

Il nostro intento era aiutare i partecipanti a uscire dai propri ruoli abituali, per tornare a riconoscere sé stessi e gli altri innanzitutto come esseri umani. Ascolto, percezione, intelligenza emotiva ed empatia ci avrebbero aiutato a ridurre le distanze e creare una connessione autentica.

Attraverso le attività proposte, quindi, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di tornare a “sentirsi” e riscoprire la forza della relazione umana. Un passaggio necessario per creare quello spazio di fiducia e sicurezza psicologica indispensabile per le attività in programma il giorno successivo.

Identità individuale e di gruppo

Il mattino seguente avremmo potuto guidare il gruppo verso il raggiungimento dell’obiettivo del team building: dare corso a un nuovo inizio.

Abbiamo scelto di ripartire dalla dimensione individuale, accompagnando i partecipanti a raccontarsi attraverso i propri valori personali. Conoscere ciò che conta davvero per l’altro avrebbe permesso di comprendere meglio comportamenti e dinamiche quotidiane, stimolando nuove riflessioni e punti di vista nei partecipanti.

Ma lavorare sull’identità individuale ci avrebbe anche permesso di compiere un ultimo passo fondamentale: spostare il focus dall’Io al Noi.

Le singole identità, infatti, sarebbero diventate il punto di partenza per lasciar emergere una nuova identità di gruppo, individuando valori comuni nei quali tutti potessero riconoscersi. Un’identità condivisa dal gruppo dirigente, capace di valorizzare le differenze e rappresentare l’inizio del nuovo corso.

Risultati raggiunti

Nell’arco dei due giorni il gruppo è sempre stato disponibile e pronto a mettersi in gioco. Anche quando sono emersi temi delicati e potenzialmente conflittuali, la nostra facilitazione ha permesso ai partecipanti di mantenere un confronto sempre aperto, sincero e costruttivo. 

Al termine del percorso, i partecipanti hanno identificato valori condivisi e nuove linee guida nelle quali tutti potessero riconoscersi, dando forma concreta a quella nuova identità di gruppo che rappresentava uno dei passaggi principali per muoversi verso il raggiungimento dell’obiettivo del team building. Un’identità di gruppo che successivamente è stata riassunta in un Vademecum condiviso all’interno del gruppo dirigente. 

Sia durante che dopo il team building, i feedback ricevuti dai partecipanti e dal team HR sono stati molto positivi. In particolare, hanno confermato che l’esperienza ha smosso dinamiche importanti e generato nuove consapevolezze all’interno del gruppo dirigente.

Così, a distanza di qualche settimana, è emersa anche la volontà di organizzare un follow-up, per dare continuità al percorso iniziato insieme.

Team Building Natura

Quando scegliere Nature Inspired Learning

Con questo case study speriamo di essere riusciti a farti comprendere come Nature Inspired Learning sia un format interamente tailor made. Ogni progetto nasce da un’esigenza specifica e mira a raggiungere obiettivi ben definiti. Costruiamo esperienze su misura, lasciandoci ispirare dalla Natura e dalle caratteristiche del luogo che ci ospita. Per questo ogni progetto è diverso, unico nel suo genere.

Nature Inspired Learning può essere la scelta giusta quando occorre affrontare temi organizzativi complessi, favorire il confronto, sostenere il team in momenti di grande cambiamento o crescita, lavorare su company culture, valori e identità aziendale, sviluppare leadership e self-leadership, e tanto altro ancora.

Ma può anche diventare uno spazio di confronto ideale per affrontare questioni molto concrete: immaginare nuovi scenari, ripensare ruoli e responsabilità, definire linee guida o piani d’azione condivisi, ricercare insieme nuove idee, soluzioni e opportunità.

Questi sono soltanto alcuni esempi. Ogni volta lo scenario di partenza è diverso, così come il risultato da raggiungere. In ogni caso, il nostro compito è progettare un’esperienza capace di aiutare il tuo team a muoversi davvero nella direzione desiderata.

Il viaggio continua

Con il racconto di questo secondo case study abbiamo completato la seconda tappa del nostro viaggio alla scoperta dei team building esperienziali outdoor di Team Building Natura®.

Dopo Natural Team Connection e Nature Inspired Learning, ci resta soltanto un ultimo format da esplorare, The Growing Path, che racconteremo nel prossimo articolo.

Continua a seguirci per scoprire come utilizzare le proposte Team Building Natura® per accompagnare persone, team e organizzazioni nel loro percorso di crescita.

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